13/09/2011 | VITO UNGARO
NON C’È VITA SENZ’ACQUA!
2011
Cm. 50x70
L’impatto emotivo - immediato e diretto - che riconduce ad una interpretazione “dadaista” dell’opera, nasconde la sua vera ispirazione.
Nella visione dell’artista l’acqua appare in una veste insolita e sfuggevole: la sua assenza definisce il limite entro il quale la Vita ha la possibilità di manifestarsi (la gabbia). In essa viene rappresentata metaforicamente sia la vita animale (pappagallo/uccello), sia l’apparente convinzione dell’Uomo, di poter gestire e controllare l’acqua nelle sue innumerevoli manifestazioni (i tappi).
L’acqua, perennemente viva, troverà sempre il modo di ritornare al suo stato di libertà.
15:05 Scritto da: salernoinarte in SEZIONE DESIGN | Link permanente | Commenti (0) | | OKNOtizie |
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