14/09/2011 | GIANNI DE PAOLI
GUERRA PER L’ACQUA
FOOD ART AND ORGANIC TRASH ART
2008
Cm. 50x50x55 – Ferro, vetro acqua
Il continuo contatto con il mare e con gli operatori del settore, prevalentemente del Nord Europa, ha insegnato all’Autore il rispetto di questo elemento e le parole come ecosostenibilità e biodiversità, oggi ormai di uso comune. Influenzato da questo percorso di vita e coinvolto nei problemi ad esso collegati ha iniziato a usare il variegato e multiforme mondo dell'arte per mettere in evidenza, far riflettere, denunciare situazioni.
Ha creato, quindi, installazioni che testimoniassero il degrado ambientale e la violenza sugli animali attraverso mostre itineranti sostenute da musei e da enti e svolte in luoghi istituzionali: iniziative note con il nome di Mostre Allarme Ambiente e progetti itineranti intitolati Anime Silenziose. Dopo aver provato varie strade di sperimentazione, l’artista ritiene che la denuncia e le constatazioni debbano essere legate a chi da sempre ha fatto della tutela dell'ambiente un impegno sociale in cui far confluire le risorse e le energie di un popolo e di un intero Paese generando da questo intervento anche sviluppo economico.
Ecco allora che nasce il Progetto diversificato VIS, Fao 27, ispirato al rispetto che gli Olandesi da sempre rivolgono al mare e al suo ecosistema (concetti di Organic Trash Art e Food Art). Progetto in cui l’artista, con pesci e scarti di essi tramite procedure e resine particolari, vecchi attrezzi di lavoro e materiali di vario tipo (dal legno alle stoffe) recuperati nei luoghi d’origine produttiva, racconta la storia di genti, analogie fra passato e futuro e, soprattutto, sottolinea il rispetto verso il mare. Food Art ha una sua diretta conseguenza in Organic Trash Art: creare oggetti apparentemente inutili, perché per la maggior parte destinati a decomporsi, ma di un innegabile fascino.
Usare una materia una volta vitale e poi diventata nutrimento umano ed animale, per ideare opere, stimola la creatività nello sviluppo di progetti che, oltre a realizzare oggetti esteticamente piacevoli, narrano storie di vita del prodotto e delle genti che ruotano attorno ad esso.
Le opere ideate restituiscono valore e dignità allo scarto organico, ultimo anello della filiera produttiva, ormai rifiuto. Con specifici trattamenti, l’artista garantisce all’opera una struttura definitiva e fruibile, non più attaccabile da agenti esterni.
Nei prodotti censiti per la raccolta differenziata, usati in arte per la pratica della trash art, l’organico, per ovvie ragioni conservative, ha una considerazione marginale da parte degli artisti: Questo Autore offre dunque una serie di nuove riflessioni sull’uso dell’organico, colmando un’evidente lacuna. È un’ avvincente sfida per lui, una scommessa difficile che cade proprio in un momento nodale e assai problematico del dibattito e dell’operatività quotidiana di gestione dello scarto di prodotto organico - il rifiuto più complesso da smaltire nell’ambito della raccolta differenziata - da parte delle amministrazioni pubbliche.
02:15 Scritto da: salernoinarte in SEZIONE DESIGN | Link permanente | Commenti (0) | | OKNOtizie |
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